Scegliere un’agenzia di marketing digitale è una decisione che pesa sul fatturato di una PMI per mesi, a volte per anni. Il modo più semplice per non sbagliare è fare le domande giuste prima di firmare, e ascoltare bene come vengono date le risposte.
Qui sotto trovi le 10 domande che consigliamo di fare a qualsiasi agenzia, noi compresi, con le risposte che dovresti aspettarti e i segnali che invece dovrebbero metterti in allarme.
Le domande sulla strategia
1. “Cosa avete capito della mia attività?”
Prima di parlare di servizi, un’agenzia dovrebbe farti molte domande: chi sono i tuoi clienti, come ti trovano oggi, cosa vendi di più, quali sono i margini, chi sono i concorrenti. Se la proposta arriva prima delle domande, è una proposta fatta in serie.
2. “Quale obiettivo misurabile mi proponete?”
“Più visibilità” non è un obiettivo. Richieste di preventivo, telefonate, prenotazioni, vendite online: questi sì. Chiedi quale numero userete per capire se il lavoro funziona e ogni quanto lo guarderete insieme.
3. “Da quale canale partireste, e perché?”
Non tutte le PMI hanno bisogno di tutto. Un ristorante, uno studio professionale e un e-commerce partono da canali diversi. Una buona agenzia sa dirti da dove inizierebbe e cosa lascerebbe per dopo, con un motivo legato ai tuoi clienti, non al proprio listino.
Le domande sul lavoro di tutti i giorni
4. “Chi seguirà concretamente il mio progetto?”
Chiedi chi sarà il tuo referente, chi scrive i contenuti, chi gestisce le campagne, chi si occupa del sito. Sapere con chi parlerai evita il classico “ti richiamo io” che non arriva mai.
5. “Come e ogni quanto mi fate vedere i risultati?”
Un report utile si legge in pochi minuti e dice tre cose: cosa è stato fatto, cosa è successo ai numeri, cosa si farà dopo. Chiedi di vedere un esempio di report (anche con i dati oscurati).
6. “Come usate l’intelligenza artificiale?”
Oggi quasi tutte le agenzie usano l’AI. La differenza è come: per produrre più contenuti e più in fretta (sempre rivisti da una persona), per leggere i dati, per automatizzare risposte e follow-up. Diffida sia di chi la usa per pubblicare testi non controllati, sia di chi la ignora del tutto. Per esempio, nelle nostre automazioni di marketing l’AI segue ogni contatto, ma la strategia la decidono le persone.










