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Testi scritti con l’AI: cosa dice Google (guida 2026)

Google ha aggiornato la guida sui contenuti generati con l’AI. Cosa è permesso, cosa diventa spam e la checklist per usare ChatGPT sul sito senza rischi.

A cura di meravigliä Lab

3 min di lettura

Testi scritti con l’AI: cosa dice Google (guida 2026)
In questo articolo
  1. In breve
  2. Cosa è cambiato il 1° ottobre
  3. Cosa è permesso (e anzi utile)
  4. Cosa rischia di diventare spam
  5. La checklist per usare l’AI sul sito senza rischi
  6. Come lavoriamo noi
  7. In breve, cosa fare

Molte PMI ormai usano ChatGPT o strumenti simili per scrivere articoli, schede prodotto e testi del sito. La domanda che ci fanno spesso è: Google penalizza i testi scritti con l’AI? Il 1° ottobre 2026 Google ha aggiornato la sua guida ufficiale sull’uso dei contenuti generati con l’AI, allineandola alle linee guida dei suoi valutatori di qualità. Ecco cosa dice, in parole semplici.

In breve

  • L’AI non è vietata: secondo Google è utile per fare ricerca e dare struttura a contenuti originali.
  • Lo spam sì: creare tante pagine senza valore per chi legge può violare la regola sullo scaled content abuse.
  • Va tutto verificato: Google chiede di controllare a mano l’accuratezza prima di pubblicare, anche titoli, descrizioni e dati strutturati.
  • Trasparenza: spiegare come è nato un contenuto può aiutare i lettori; per le immagini degli e-commerce servono metadati specifici.

Cosa è cambiato il 1° ottobre

Nel registro degli aggiornamenti della documentazione, Google scrive di aver aggiornato la guida sull’uso dei contenuti generati con l’AI con informazioni prese dalle linee guida dei Search Quality Rater, per allinearla alle presentazioni che fa agli eventi per sviluppatori. In particolare la guida ora richiama due sezioni di quelle linee guida:

  • i contenuti prodotti in massa (scaled content abuse);
  • i contenuti principali con poco impegno, poca originalità o poco valore aggiunto.

Google precisa che i valutatori servono a misurare la qualità dei risultati e che i loro giudizi non influenzano direttamente il posizionamento. Ma indicano chiaramente cosa Google considera un contenuto di bassa qualità.

Cosa è permesso (e anzi utile)

L’AI può aiutarti a:

  • fare ricerca su un argomento e raccogliere le domande dei clienti;
  • dare una struttura a un testo: scaletta, titoli, punti chiave;
  • velocizzare la prima bozza, che poi una persona completa con esperienza, esempi e dati veri.

La differenza la fa il valore aggiunto: quello che sai tu del tuo settore e dei tuoi clienti, e che un modello non può sapere.

Cosa rischia di diventare spam

  • Centinaia di pagine quasi uguali (“idraulico a Milano”, “idraulico a Monza”, …) cambiando solo il nome della città.
  • Articoli generici che ripetono ciò che si trova ovunque, senza un punto di vista o un’esperienza.
  • Schede prodotto copiate e rigenerate in serie, senza informazioni nuove.

Non conta lo strumento usato: conta se la pagina serve davvero a chi la legge.

La checklist per usare l’AI sul sito senza rischi

  1. Parti da una domanda vera dei tuoi clienti, non da una parola chiave da riempire.
  2. Aggiungi ciò che solo tu sai: esempi, casi, foto vere, consigli pratici.
  3. Verifica ogni fatto (date, numeri, norme): l’AI può inventare.
  4. Controlla anche titolo, meta description, dati strutturati e testi alternativi delle immagini, come chiede Google.
  5. Meno pagine, migliori: una guida completa vale più di dieci pagine vuote.
  6. Se usi immagini generate con l’AI nell’e-commerce, rispetta le regole di Google Merchant Center sui metadati.
  7. Rileggi con gli occhi del cliente: risponde alla sua domanda meglio dei concorrenti?

Come lavoriamo noi

Usiamo l’AI ogni giorno per ricerca, analisi e prime bozze, ma ogni contenuto che pubblichiamo viene verificato da una persona, con le fonti in fondo all’articolo. È lo stesso metodo che consigliamo ai clienti: l’AI per andare più veloci, le persone per essere sicuri che ciò che pubblichi sia vero e utile.

In breve, cosa fare

Google non penalizza l’AI: penalizza i contenuti inutili, scritti da chiunque. Usa l’AI per lavorare meglio, non per pubblicare di più. Se vuoi impostare un metodo per la tua azienda, guarda come lavoriamo sulla SEO e sul marketing con l’intelligenza artificiale.

Fonti: Google Search Central, “Guida all’uso dei contenuti di AI generativa” (developers.google.com) e registro degli aggiornamenti della documentazione (aggiornamento del 1° ottobre 2026, developers.google.com/search/updates).

Domande frequenti

No, non in quanto tali. La guida ufficiale di Google dice che l’AI può essere utile per fare ricerca e dare struttura a contenuti originali. Il problema sono le pagine create in massa senza valore per chi legge, che possono violare le regole sullo spam.

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