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Google Ads passa ad AI Max: cosa cambia per le campagne delle PMI e cosa controllare adesso

Da settembre 2026 Google aggiorna in automatico molte campagne sulla rete di ricerca ad AI Max. Cosa cambia, cosa si attiva da solo e la checklist per non sprecare budget.

A cura di meravigliä Lab

4 min di lettura

Google Ads passa ad AI Max: cosa cambia per le campagne delle PMI e cosa controllare adesso
In questo articolo
  1. In breve
  2. Cosa fa AI Max, senza gergo
  3. Cosa si attiva da solo
  4. La checklist per le PMI
  5. Conviene tenerlo?
  6. Come lo gestiamo noi

Se fai pubblicità su Google, nelle ultime settimane potresti aver visto un avviso o un cambiamento nelle tue campagne: Google sta portando molte campagne sulla rete di ricerca ad AI Max, in buona parte in automatico. Non è una tragedia né una rivoluzione, ma cambia il modo in cui i tuoi annunci vengono mostrati. Ecco cosa succede, in parole semplici, e cosa conviene controllare.

In breve

  • Cosa: tre impostazioni “vecchie” di Google Ads (annunci dinamici della rete di ricerca, asset creati automaticamente, corrispondenza generica a livello di campagna) confluiscono in AI Max.
  • Quando: da settembre 2026 l’aggiornamento è automatico per gli asset creati automaticamente e per la corrispondenza generica a livello di campagna. Per gli annunci dinamici, Google ha rinviato il passaggio automatico a febbraio 2027 (aggiornamento dell’11 giugno 2026 al suo annuncio).
  • Cosa fare: controllare termini di ricerca, conversioni e budget, e decidere quali funzioni tenere attive.

Cosa fa AI Max, senza gergo

AI Max mette insieme tre funzioni:

  1. Corrispondenza dei termini di ricerca: l’annuncio può comparire anche per ricerche che non hai inserito tra le parole chiave, se Google le ritiene pertinenti al tuo sito e ai tuoi annunci.
  2. Personalizzazione del testo: Google scrive o adatta titoli e descrizioni degli annunci partendo dai contenuti del tuo sito e dai tuoi annunci.
  3. Espansione dell’URL finale: Google può mandare la persona sulla pagina del tuo sito che ritiene più adatta alla ricerca, invece di quella che hai indicato tu.

Più automazione significa potenzialmente più ricerche raggiunte, ma anche meno controllo su dove e come compari.

Cosa si attiva da solo

Secondo l’annuncio di Google, dopo l’aggiornamento automatico:

  • chi usava gli asset creati automaticamente si ritrova attive la corrispondenza dei termini di ricerca e la personalizzazione del testo;
  • chi usava la corrispondenza generica a livello di campagna si ritrova attiva la corrispondenza dei termini di ricerca;
  • gli annunci dinamici, quando arriverà il loro turno, diventano gruppi di annunci standard con tutte e tre le funzioni attive (i vecchi controlli sugli URL restano).

La checklist per le PMI

1. Controlla che le conversioni siano misurate bene

AI Max impara da quello che consideri un risultato. Se le conversioni sono impostate male (per esempio contano le visite a una pagina invece dei contatti veri), l’automazione ottimizza la cosa sbagliata. Verifica che form, chiamate e WhatsApp siano tracciati correttamente.

2. Guarda il report dei termini di ricerca ogni settimana

Nelle prime settimane controlla per quali ricerche compaiono i tuoi annunci. Se trovi ricerche fuori tema (per esempio “lavoro”, “gratis”, “fai da te” quando vendi un servizio), aggiungile come parole chiave negative.

3. Escludi le pagine che non devono ricevere traffico

Se l’espansione dell’URL finale è attiva, escludi le pagine che non servono a vendere: lavora con noi, privacy, blog non pertinenti, pagine di ringraziamento.

4. Rileggi i testi generati

La personalizzazione del testo parte dai contenuti del sito: se il sito promette cose vecchie o imprecise, potrebbero finire negli annunci. Controlla che i testi siano corretti e coerenti con quello che offri davvero (niente prezzi non aggiornati, niente promesse che non puoi mantenere).

5. Tieni d’occhio il budget

Più ricerche raggiunte possono voler dire budget speso più in fretta. Confronta costo per contatto e numero di contatti prima e dopo il cambiamento, non solo i clic.

6. Prova, non subire

Google mette a disposizione esperimenti per confrontare le campagne con e senza le funzioni di AI Max. Se hai abbastanza traffico, conviene testare invece di accettare o rifiutare tutto a scatola chiusa.

Conviene tenerlo?

Google dichiara che le campagne AI Max ottengono in media il 7% di conversioni o valore di conversione in più a parità di costo per conversione usando tutte le funzioni (dati interni Google 2026, inserzionisti non retail). È una media: per una PMI con budget contenuti e un mercato locale, l’effetto può essere diverso, in meglio o in peggio. La risposta giusta sta nei tuoi dati, guardati per qualche settimana con le regole della checklist.

Come lo gestiamo noi

Nelle campagne che seguiamo trattiamo AI Max come qualsiasi automazione: la teniamo dove porta contatti veri a un costo sostenibile, la limitiamo dove porta clic inutili. Se vuoi un controllo del tuo account, guarda come lavoriamo sull’advertising su Google e Meta o richiedi una consulenza gratuita.

Fonti: annuncio di Google “Google’s Dynamic Search Ads are upgrading to AI Max” (15 aprile 2026, aggiornato l’11 giugno 2026) e pagina italiana di Google Business “Gli annunci dinamici della rete di ricerca stanno passando ad AI Max”.

Domande frequenti

È un insieme di funzioni di Google Ads che usa l’intelligenza artificiale per mostrare gli annunci su più ricerche pertinenti (corrispondenza dei termini di ricerca), adattare i testi degli annunci (personalizzazione del testo) e, se attivato, scegliere la pagina di arrivo più adatta (espansione dell’URL finale).

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